Udito, allegoria dei cinque sensi
22 Feb
2017

Sebbene la teoria musicale della Critica del Giudizio sia stata oggetto di giudizi disparati, vi è consenso generale almeno su di una affermazione: «Kant non capiva assolutamente nulla di musica». Kant avrebbe dunque elaborato una teoria irrilevante per la storia dell’estetica musicale, ed entro il contesto del suo sistema filosofico le affermazioni sulla musica sarebbero completamente prive di interesse. Analizzata in profondità, la teoria si rivelerebbe disseminata di contraddizioni e priva di
qualsiasi coerenza interna. Ma è veramente accettabile questo ritratto?

Le ricerche che qui si presentano si prefiggono di ricostruire fonti e genesi della teoria musicale elaborata dalla Critica del Giudizio. Il capitolo I traccia il quadro delle discussioni nel quale la teoria di Kant si è inserita, riportando alla luce le dottrine note al filosofo. Il capitolo II ricostruisce le diverse fasi dell’estetica musicale kantiana nelle loro linee fondamentali, mettendone in rilievo l’evoluzione. Il capitolo III è incentrato sull’opera pubblicata nel 1790 in prima edizione, nel 1793 e nel 1799 in seconda e terza edizione.

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Piero Giordanetti

piero.giordanetti@unimi.it

Piero Giordanetti è docente di Storia della filosofia moderna presso l'Università degli Studi di Milano. I suoi interessi di ricerca includono l'estetica del Settecento e il pensiero di Hume, Kant, Nietzsche, Schopenhauer, Habermas.