{"id":374,"date":"2017-04-19T10:22:42","date_gmt":"2017-04-19T10:22:42","guid":{"rendered":"http:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/?p=374"},"modified":"2017-07-17T12:10:34","modified_gmt":"2017-07-17T12:10:34","slug":"il-filosofo-e-lo-specialismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/index.php\/2017\/04\/19\/il-filosofo-e-lo-specialismo\/","title":{"rendered":"La figura del filosofo nell\u2019epoca dello specialismo"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: center;\">Riflessioni sul testo di Diego Marconi<br \/>\n<em>Il mestiere di pensare<\/em>, Einaudi, Torino 2014<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il mestiere di pensare,<\/em>\u00a0di Diego Marconi, tratta di questioni decisive per chiunque si interessi di filosofia, dal lettore amatoriale allo specialista. Questo volumetto, scritto con uno stile semplice e chiaro, apporta un contributo prezioso nell\u2019ambito di una discussione sullo statuto che dobbiamo assegnare alla filosofia oggi, sul suo ruolo sociale e su quello accademico: in particolare esso si interroga su che cosa significa oggi fare filosofia di professione. Il discorso si muove attorno a questo nucleo centrale ma chiama in causa diversi problemi, come quello della distinzione tra filosofia accademica e divulgativa, tra filosofia analitica e filosofia continentale, tra storia della filosofia e teoria della filosofia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra epoca \u00e8 caratterizzata da un contrasto apparentemente inspiegabile: i Festival della Filosofia sono apprezzati e frequentati da un ampio pubblico, nei <em>talk show<\/em> televisivi il filosofo di turno trova sempre modo di dire la sua su qualsiasi argomento, eppure sembra che la filosofia non abbia pi\u00f9 quell\u2019impatto sociale che aveva un tempo e che non figuri pi\u00f9 tra le letture delle persone colte. Insomma, i tempi in cui Platone compiva un viaggio verso Siracusa per parlare col tiranno della citt\u00e0 sembrano finiti. Questa \u00e8 la contraddizione da cui Marconi prende le mosse: \u00e8 vero che la filosofia ha \u201cperso mordente\u201d? Se s\u00ec, perch\u00e9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Immagine.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-366 alignright\" src=\"http:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Immagine.png\" alt=\"Il mestiere di pensare, Marconi, cover\" width=\"300\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Immagine.png 480w, https:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Immagine-172x300.png 172w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019autore la filosofia ha effettivamente perso quel potere comunicativo che aveva un tempo, ma ci\u00f2 \u00e8 il risultato obbligato e necessario di un\u2019epoca in cui il numero di filosofi e delle relative pubblicazioni \u00e8 cresciuto esponenzialmente: \u00abA mio parere in filosofia, come in ogni altra disciplina, \u00e8 anzitutto questa crescita torrenziale di pubblicazioni scientifiche ad aver generato lo <i>specialismo<\/i>\u00bb (p. 13). Di fronte al proliferare della letteratura specialistica un filosofo di professione (cos\u00ec come un fisico o un biologo di professione) deve necessariamente specializzarsi, per due ordini di ragioni: da un lato perch\u00e9 non sarebbe pensabile dominare efficacemente una tale quantit\u00e0 di materiale, dall\u2019altro per non fare del dilettantismo sterile, in cui chi parla non ha le competenze per apportare un contributo serio al problema. Il filosofo non pu\u00f2 pi\u00f9 essere il \u201cGrande Filosofo\u201d, il genio alla Kant o alla Hegel, ideatori di sistemi filosofici simili a un grande progetto architettonico in cui trovano spazio etica, politica, metafisica e logica; il filosofo, piuttosto, deve \u00abconcepirsi pi\u00f9 come artigiano competente (o, perch\u00e9 no, operaio specializzato) che non come architetto di cattedrali\u00bb (p. 119). Nell\u2019epoca della specializzazione cambia dunque la figura del filosofo, ridotta ad artigiano che fabbrica sedie e poltrone: un mestiere come un altro, onesto e serio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta metodologica, la specializzazione in questo caso, ha un diretto impatto sui contenuti del lavoro cui verr\u00e0 applicata: il metodo \u00e8 una strada la cui scelta conduce in un luogo piuttosto che in un altro. Occorre dunque esserne consapevoli e analizzarne le conseguenze, per capire se possiamo, o vogliamo, accettarle. Lo specialismo descritto da Marconi consente a tutti gli studiosi volenterosi, non solo ai geni, di fare un lavoro come un altro, portando il proprio contributo alla comunit\u00e0 scientifica di riferimento. Non ci si pu\u00f2 occupare \u201cdi filosofia\u201d pi\u00f9 di quanto ci si possa occupare \u201cdi fisica\u201d o \u201cdi matematica\u201d. Questa analisi ha il grande pregio di controbattere a una questione tanto vecchia quanto insuperabile per chi si affaccia seriamente al mondo della filosofia: l\u2019associazione del filosofo alla figura di una persona tra le nuvole che non dice e fa alcunch\u00e9 che abbia una certa utilit\u00e0 e rilevanza nel mondo reale. Occuparsi di filosofia significa invece impegno, talento, dedizione e studio, significa fare ricerca in vista di uno scopo, porsi domande e proporre risposte, esattamente come nello studio di altre discipline considerate dal senso comune utili e rilevanti per la comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta di Marconi coglie sicuramente punti importanti, ma c\u2019\u00e8 tuttavia uno sgradevole inconveniente: se specialismo significa frammentazione dei problemi in problemi pi\u00f9 circoscritti e risolvibili, selezione di una piccola area tematica nella quale ci si possa orientare con competenza, ci\u00f2 vuol dire togliere alla filosofia quella che \u00e8 sempre stata la sua caratteristica pi\u00f9 preziosa, ovvero la ricerca di una chiave interpretativa che possa rendere conto in modo unitario e organico di problemi complessi. Avere la capacit\u00e0 di contribuire in modo professionale a un problema filosofico \u2013 per quanto specifico possa essere \u2013 non significa non avere presente il quadro generale e il senso della domanda di fondo che anima, come un fiume, i suoi affluenti; se lo specialismo \u00e8 necessario per avere competenza, ci\u00f2 non vuol dire ancora che un buon filosofo non debba aspirare a una sintesi coerente ed efficace dei problemi che affronta, una sintesi che connetta le varie diramazioni del problema e che le abbia sempre presenti, anche specializzandosi in modo intensivo su un singolo aspetto rilevante. Il filosofo \u00e8 da sempre collegato, per buone ragioni, all\u2019uomo saggio: non che egli debba sempre avere l\u2019aforisma adatto per ogni situazione o l\u2019etimo che ci mostri la profondit\u00e0 nascosta del linguaggio, ma che abbia piuttosto la capacit\u00e0 di render conto, con argomentazioni chiare e lucidit\u00e0, dei grandi problemi dell\u2019uomo in quanto uomo. Albert Camus apre <i>Il mito di Sisifo<\/i> con la seguente considerazione: \u00abGiudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, \u00e8 rispondere al quesito fondamentale della filosofia. Il resto \u2013 se il mondo abbia tre dimensioni o se lo spirito abbia nove o dodici categorie \u2013 viene dopo\u00bb. Camus era un \u201cGrande Filosofo\u201d, certo, ma porsi un problema grande non significa essere generalisti: un bravo filosofo riesce a trasmettere, attraverso l\u2019analisi di piccoli problemi, il senso di quelli grandi. Non si pu\u00f2 concepire la filosofia come una catena di montaggio, dove ogni specialista si occupa di un particolare aspetto senza conoscere il risultato globale: progettiamo sedie e armadi tenendo ben presente che andranno in una casa, che questa sar\u00e0 abitata da persone e che queste persone utilizzeranno quelle sedie e quegli armadi che abbiamo costruito per vivere comodamente le loro vite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Marconi si interroga, a dire il vero, su questa \u201cdegenerazione\u201d dello specialismo, domandandosi se esso non conduca a uno smarrimento del senso generale dei problemi su cui si lavora; egli ritiene, tuttavia, che il rischio non sia cos\u00ec alto e che dunque questa frammentazione del lavoro degli specialisti sia la strada da seguire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, Marconi propone un metodo per il filosofo-artigiano contemporaneo: lo studioso non sembra vedere una via di mezzo tra lo specialismo pi\u00f9 frammentario e il generalismo pi\u00f9 sterile che pretenda di dire una parola su \u201cla vita, l\u2019universo e tutto quanto\u201d. Il filosofo potr\u00e0 non essere unicamente il \u201cGrande Filosofo\u201d, ma vederlo come l\u2019artigiano che produce sedie e armadi significa forse privarlo del gusto che lo anima sin dall\u2019inizio delle sue ricerche. Ogni filosofo ha una propria \u00a0definizione di cosa sia filosofia, ma per quanto le visioni siano differenti, l\u2019origine \u00e8 unica: quella meraviglia, astratta ma pervasiva, che trova in Platone una chiara descrizione: \u00abAmico mio, \u00e8 proprio del filosofo quel che tu provi, di essere pieno di meraviglia; n\u00e9 altro inizio ha la filosofia se non questo\u00bb (<i>Teeteto<\/i>, 155d).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Sullo stesso tema, leggi anche<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/index.php\/2017\/07\/07\/filosofia-analitica-una-professione-scientifica\/\"><em>Filosofia analitica: una professione scientifica?<\/em><\/a>\u00a0di Flavio Baracco<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/index.php\/2017\/07\/17\/che-cose-la-filosofia-chi-lo-stabilisce\/\"><em>Che cos&#8217;\u00e8 la filosofia: chi lo stabilisce?<\/em><\/a>\u00a0di Alessandro Campo<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><em><a href=\"http:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/index.php\/2017\/04\/04\/unapologia-del-professionismo-in-filosofia\/\">Un\u2019apologia del professionismo in filosofia<\/a><\/em>\u00a0di Riccardo Yuri Carlucci<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/index.php\/2017\/04\/30\/il-mestiere-di-pensare-un-manifesto\/\"><em>&#8220;Il mestiere di pensare&#8221; \u00e8 un manifesto<\/em><\/a> di Jansan Favazzo<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/spaziofilosofico.filosofia.unimi.it\/index.php\/2017\/04\/27\/quale-rapporto-fra-filosofia-professionale-e-filosofia-analitica\/\"><em>Quale rapporto fra filosofia professionale e filosofia analitica?<\/em><\/a> di Davide Emilio Quadrellaro<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessioni sul testo di Diego Marconi Il mestiere di pensare, Einaudi, Torino 2014 &nbsp; Il mestiere di pensare,\u00a0di Diego Marconi, tratta di questioni decisive per chiunque si interessi di filosofia, dal lettore amatoriale allo specialista. 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