I precedenti contributi pubblicati da Spazio filosofico sulla questione etica degli animali (le interviste ai Professori Mormino e Zucchi e l’articolo di Andrea Raimondi) hanno senza dubbio posto gli antecedenti necessari per lo sviluppo di questa riflessione. È stata infatti chiarita prima la capacità degli animali di provare piacere e dolore, e quindi di avere bisogni da assecondare e situazioni da rifuggire; in secondo luogo, si è giunti ad affermare la sostanziale condivisione con gli uomini del livello base della percezione. Si è quindi approdati all’individuazione dei campi fondamentali di comunanza tra uomo e animali, sui quali si possono cominciare a fondare, con una certa sicurezza logica, i diritti di questi ultimi.

Ciò che, nello specifico, questo articolo si propone di fare è rispondere alle domande che sono spontaneamente scaturite dalla riflessione del lavoro di Luca Cereda, tentando di porre le basi dei diritti animali: posto che ciò che bisogna tutelare per garantire un diritto è il soddisfacimento di un bisogno, si deve individuare quali siano i bisogni degli animali; e per fare questo è possibile avvalersi della schematizzazione proposta da Maslow con la “piramide dei bisogni”.

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Giuseppe Comerci

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